1. anthologyfilmarchives:

    Babette Mangolte, Annette Michelson’s Bookshelves on the Upper West Side in 1976, 1976

    (via grupaok)

     

  2. pennyfournasa:

    In his typical fashion, Carl Sagan paints a clear picture of the struggle between the public perception of science and our increasing dependence on the scientifically-enabled infrastructure we rely on. The people of the United States have consistently failed to bridge this growing gap of required knowledge.  Despite the efforts of science advocates like Neil deGrasse Tyson, Michio Kaku, and even the immortal legacy of Sagan himself, US students still ranked 23rd in math and 31st in science in 2012.  This is a fact that is somewhat embarrassing given that just 40 years ago we put men on the moon and led the world in technological development and the resulting economic growth.  Of course, one of the easiest ways to get the United States back on track is to expose students to STEM fields in new, engaging, and exciting ways both inside and outside of the classroom.

    As a result of its small budget (made even smaller by the recent sequester), NASA has had to cut back on several public outreach and advocacy programs, including activities such as STEM education events for schoolchildren, which can help inspire the next generation to enter into these fields and keep the United States competitive.  NASA inspires children and adults of all fields to learn and dream not only about space science, but about exploration itself.  NASA reminds us of the beauty that we can see every night by simply looking upwards.  An investment in NASA is an investment in ourselves and our future.

    Tell Congress to increase NASA’s funding and invest in the future: www.penny4nasa.org/take-action/
    Read more about NASA’s public outreach programs here: http://goo.gl/nrMrp

     


  3. image

    “A small group of thoughtful people could change the world. Indeed, it’s the only thing that ever has.”
    Margaret Mead

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  4. A public announcement - Un annuncio pubblico che spero possa avere riscontro

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    Un annuncio pubblico che spero possa avere riscontro

    Ho bisogno d’informazioni riguardo a questa ragazza. Ho visto questa fotografia per la prima volta forse un anno fa. Mi sono accorto ora, 17.03.2013 che sono passati 4 anni  da quando è stata scatta, è tantino. Ma non importa è diventata famosa su tumblr, rebloggata migliaia di volte per 233,937 notes. E spero che qualcuno possa riconoscerla. Spero ovviamente che mi contatti lei.

    I need more information about this girl. One name please. One telephone number (facebook account/addressplease )

    Questa foto è stata scattata in data 19 settembre 2009a Dunois-Bibliothèque Jeanne-D’arc, Parigi, Île-de-France, Francia usando una Canon EOS 400D Digital.
    By Mr Julien Haler
    http://www.flickr.com/photos/titlap/3936827307/in/photostream

    Also see: http://girlswithstyle.tumblr.com/post/5872273398 
    233,937 notes?

     


  5. a few people have asked you who the girl with the glasses and freckles is? the one time you answered “the great mystery of tumblr”. (semi-cit.)

     

  6. Ciao a tutti !

     


  7. un ultimo grande saluto, peace 666 O)))m 666 peace

    Non tornerò tanto presto attivo nella rete, forse non sarà mai più come un tempo. 
    Tenterò di presenziare alcune volte, la domenica

    Combatterò, e probabilmente annegherò alla ricerca delle visioni più desiderate, quelle perfette, che non sanno, che non si pronunciano, illusioni e realtà quali delle due sarà possibile distinguere non è più dato sapere. 
    Ma imparerò, vivrò lontano da qualunque influenza che non cercavo, immagino le ostili profilate comunioni artificiose delle anime che s’ammorbano, le ortiche, le siepi, i campi di segale e grano. I viali sferzati da venti ora lodati , poi temuti, quelle difficoltà rinnovate delle albe più tragiche, quando sarò migliore, come forgiato da quello stesso caos che anima le stelle, abbracciato dell’universo, allora e solo allora, le strade d’europa i suoi popoli, le giornate uniche vissute, nebbiose, soleggiate, zaffire, qualunque siano non conosceranno mai più termine. 
    Ora sono libero, mi sto per alzare, vagherò a Nord, attraverserò i regni, vado dove non v’è più modo, esco dal ruolo per divenire uno con la terra, e sopratutto con l’acqua, con essa
    il fuoco e lo spirito, verso la fontana delle mille grazie, sotto l’albero della vita. 
    Camminare, allontanando le provincie sarà difficile, non saperlo, solo un dubbio, un altro, ma perlomeno sarà solo, come scomparire e vivere ai margini. 
    Lui, s’è lasciato è uscito, la recherche non vuole confini ovunque se ne vedano, chiede “perché mi fai questo ? mi abbandoni” “ti ho richiamato forse ? “Tu mi hai mai chiesto d’evocare i demoni più ancestrali nell’Arcanum?” “E allora perché non
    s’è levata ? ” “Non alzi la pietra dello spiritello danzante ?” “La fata è fredda in una stagione ben differente. Lo sai ben, bene, attento, non dimenticartene, raggiungi e assicuratene a sufficienza. Raggiungi la valle verde, splendente, e soleggiata 
    “Io sono l’infinito che non ha mai avuto scelta “ 

    peace 666 O)))m 666 peace

     

  8. Saggio  :)

     

  9. The Doors - The Doors

     

  10. Uno dei più grandi album di tutti i tempi, l’esordio travolgente dei Doors, a conclusione del disco, il capolavoro nel capolavoro “The End”, insondabile nenia mistica, irraggiungibile e magica creazione della prodigiosa band californiana. È questa la maestosa opera musicale (tra le mie preferite in assoluto); scelta a coronamento dell’ultima parte di questo percorso. The Doors un album che ha fatto storia, praticamente perfetto . Ascoltarlo su youtube, oddio, è peccato, 
    un delitto minore forse, per fortuna anche in tempi di decentralizzazione, e magra, esistono i Flac. 
    La sola The End sta sui 68,2 mega 

    Non posso che citare Scaruffi che qui magistralmente la descrive, il sapiente professore s’addentra nello spirito del brano, nell’anima di questa tragedia greca e universale, ne esalta con illuminante capacità e savoir faire le caratteristiche, io non potrei dirlo meglio 
    “The End, la leggendaria agonia in cui culmina tutta l’opera. 
    Undici minuti di nenie orientali, di misticismo squilibrato, d’improvvisazione collettiva sommessa e rarefatta, di magma primordiale di emozioni, di esorcismi convulsi, di trame inestricabili, di profumi di zolfo e d’incenso: “questa e` la fine, la mia unica amica, la fine… la fine di tutto cio` che esiste” in un crescendo che attanaglia, il respiro contratto che sbava deliri lascivi e blasfemi versetti biblici, la cerimonia che procede inesorabile per anatemi e incubi, il mito di Edipo che carica ogni parola di orrendi presentimenti, l’anima moribonda che barcolla senza piu` sostegno persa in una “landa disperata”, il canto che si trascina ora insinuante ora epico, ora voce narrante ora protagonista lacerato da traumi mostruosi, le frasi sconnesse dopo un viaggio troppo lungo, la suspence strumentale che si tende fino ad elettrizzare ogni parola: “l’assassino si levo` prima dell’alba, e calzo` gli stivali; prese una maschera dalla galleria antica, e s’inoltro` nel corridoio; giunse alla stanza del fratello, e fece visita alla sorella; e cammino` fino ad una porta; guardo` dentro: ‘padre ?’, ‘si` figlio !’, ‘io voglio ucciderti !’, ‘madre, io voglio… ‘”; i riflettori accecanti puntati sulla scena della tragedia, la dolcezza psicopatica dell’assassino, che rivive le turpi fiabe del subconscio, il canovaccio scheletrico del testo che si abbellisce via via di sussurri e di grida, di tenerezza e di odio, di respiri e di silenzi, e, tutto assimilando e tutto consumando nel delirio, si ingigantisce fino a protendere i suoi abnormi tentacoli di la` dal reale, nell’ “eterno” popolato da “serpenti”, le porte della percezione che si spalancano e un angelo vampiro con le pupille dilatate che rantola nell’abisso, l’incedere solenne del tempo e della memoria: “The end of nights we tried to die/ This is the end” (“la fine delle notti che abbiamo provato a mentire… questa e` la fine!” 
    Il caos strumentale di The End, come quello futuro di When The Music’s Over, segnano un momento importante nell’evoluzione dello stile, come le esperienze parallele dell’acid-rock. La disgregazione armonica ha qui una funzione puramente drammaturgica; tutti i suoni sono funzionali, “coreografici”, alla sceneggiata del cantante, colonna sonora “a braccio” piu` che vera composizione musicale. E` il capolavoro del melodramma Morrisoniano, della sua capacita` di recitare monologhi cantando, di creare atmosfere di suspence e di irretire con la sua furibonda retorica, in un alternarsi sapientemente convulso di toni dimessi e toni esaltati.”

     

  11. One of the mosty glorious song. 1:30 Έκσταση

     

  12.  

  13.  

  14.  

  15. :) toccante Stevie & il resto